Intelligenza artificiale vs. Intelligenza emotiva

TeoTronico è un robot dotato di 53 dita ideato e progettato da Matteo Suzzi e realizzato dalla Start-Up TeoTronica di Imola. Esso è in grado di suonare tutte le composizioni trascritte in formato digitale, addirittura riuscendo anche a suonare le trascrizioni originali dei compositori. Fin qui sembrerebbe tutto perfetto, finalmente abbiamo trovato un robot in grado di suonare qualsiasi cosa gli venga chiesta, senza dover spendere denaro per la formazione di un essere umano...ma stanno davvero così le cose?
Alcuni giorni fa il pianista di musica classica Roberto Prosseda, attraverso una sfida intrapresa con il robot TeoTronico, ha voluto dimostrare la differenza tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva. Entrambi gli artisti hanno eseguito composizioni di musica classica di svariati autori tra i quali: Mozart, Chopin e altri. Con sorpresa degli spettatori, sebbene entrambi abbiano eseguito i brani in modo esemplare, solo il pianista Roberto Prosseda ha saputo trasmettere verso il pubblico delle emozioni. Nonostante l'esecuzione di TeoTronico sia stata impeccabile essa è risultata "fredda", senza anima. TeoTronico ha fallito in uno degli obiettivi più importanti della musica, cioè quello di trasmettere emozioni. D'altronde si sa che la musica è un'arte creata dagli uomini per gli uomini. Questo esperimento, che potremmo definire sociale, smuove una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva, definendo quest'ultima come quella capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole e inconsapevole le proprie e altrui emozioni. I robot riusciranno mai a comprendere, riconoscere e utilizzare le emozioni? In ambito scientifico il dibattito è ancora aperto, secondo alcuni ricercatori col tempo l'umanità riuscirà a creare degli androidi in grado di riflettere ed emozionarsi, mentre secondo altri tutto ciò è impossibile. Alcune Chatbot, cioè forme di intelligenza artificiale utilizzate da svariate multinazionali come Amazon per la gestione di richieste specifiche da parte dei clienti, riescono a riconoscere determinate emozioni dell' interlocutore, attraverso un'attenta analisi del testo. Ma cosa ha reso più umano ed emozionante la performance del pianista Roberto Prosseda? Probabilmente l'errore! Prosseda ha interpretato lo spartito attraverso il proprio stato d'animo del momento, non lo ha semplicemente eseguito, tecnicamente potremmo dire ha sbagliato poiché non ha rispettato alla lettera ciò che era scritto sul pentagramma, ma proprio questo errore ha reso unica, irripetibile ed emotiva la performance dell'artista. Le nostre emozioni e motivazioni a volte ci spingono a commettere degli errori, delle azioni irrazionali,cosa che un'intelligenza artificiale non può fare essendo programmata per non sbagliare.
Come hanno affermato Damasio e Ledoux, due neuroscienziati, la parte più razionale della mente, implicata nei processi di decision making, è influenzata fortemente dalla parte irrazionale, cioè quella degli affetti e delle motivazioni. Ogni azione dell'uomo è mediata da aspetti razionali, "cognitivi", e da aspetti irrazionali, "emotivi". Molto spesso in condizioni di elevata arousal emotiva l'essere umano mette in atto delle euristiche, ovvero "scorciatoie decisionali" sollecitate dalla parte irrazionale della mente per la risoluzione rapida dei problemi. L'euristiche molto spesso producono dei bias cognitivi, ossia un'interpretazione errata della realtà. Ad esempio i bias cognitivi sono all'origine dello stigma razziale. L'intelligenza emotiva è indispensabile per lo sviluppo di sane doti relazionali. Il neonato è fin dall'inizio inserito all'interno di un contesto relazionale, ai fini della sopravvivenza è indispensabile che impari ad utilizzare le sue capacità emotive, imparando soprattutto dai propri errori. L'errore, però, non è mai calcolato o pianificato, esso accade attraverso la nostra azione nel mondo. Gli errori ci caratterizzano, permettono che si formino delle differenze tra individui. Gli errori sono una risorsa fondamentale, essi permettono all'individuo di confrontarsi con aspetti di sé del tutto inesplorati. In una società in cui si mira sempre più alla perfezione esaltando le nuove forme di intelligenza artificiale vi è fortemente il bisogno di un elogio dell'errore.

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